In breve: Una madre, in una domanda a una consulenza psicologica, descrive che dopo che il suo ex marito ha trovato una nuova compagna, secondo suo figlio le regole nella casa del padre sono cambiate. Il figlio le dice che non sa chi ascoltare, ha paura di sbagliare e chiede se anche la compagna del padre decide per lui. Il testo non contiene la risposta dello psicologo.
- Secondo la madre, dopo il divorzio i genitori riuscivano a mettersi d'accordo su scuola, attività extrascolastiche e doveri quotidiani.
- La madre riferisce che la compagna del suo ex marito interferisce con i compiti a casa, il tempo al computer, i pasti e la visione dei cartoni animati.
- La madre descrive il suo approccio come spiegare le ragioni dei divieti e offrire un adeguato spazio di decisione.
- Secondo le parole riportate, il figlio non sa chi ascoltare, ha paura di sbagliare e chiede se anche la compagna del padre decide per lui.
Nell'affidamento condiviso, io e il mio ex marito abbiamo gradualmente trovato un modo per accordarci su scuola, attività extrascolastiche e doveri quotidiani di nostro figlio. Ora ha otto anni e, secondo me, la situazione ha iniziato a complicarsi dopo che suo padre ha trovato una nuova compagna. Non voglio che sembri che non gli auguri questa nuova relazione. Sono più preoccupata di come, secondo mio figlio, siano cambiate le regole nella casa di suo padre e di quanto si senta insicuro in quel contesto.
Una madre, in una domanda a una consulenza psicologica, descrive che dopo che il suo ex marito ha trovato una nuova compagna, secondo suo figlio le regole nella casa del padre sono cambiate. Il figlio le dice che non sa chi ascoltare, ha paura di sbagliare e chiede se anche la compagna del padre decide per lui. Il testo non contiene la risposta dello psicologo.
Questa questione non riguarda solo il fatto che due genitori possano avere abitudini diverse in casa. Nella mia descrizione emerge anche una nuova persona che, secondo le parole di mio figlio, ha iniziato a stabilire le regole. È proprio questo cambiamento e l'insicurezza di mio figlio che cerco di mettere in luce.
Come ci siamo accordati sulle regole dopo il divorzio
Con il mio ex marito abbiamo un figlio di otto anni in affido condiviso. Abbiamo divorziato tre anni fa. La nostra relazione non è sempre stata facile, ma gradualmente abbiamo stabilito delle regole che hanno funzionato abbastanza bene.

Siamo riusciti a trovare un accordo su scuola, attività extrascolastiche e faccende quotidiane. Questo non significa che la pensassimo allo stesso modo su tutto o che ogni cosa filasse senza intoppi. Dal mio punto di vista, però, abbiamo trovato un modo per metterci d'accordo sui temi quotidiani importanti e per garantire che fossero chiari a entrambi i genitori.
Per questo noto il cambiamento proprio in contrasto con ciò che prima funzionava. Non descrivo il periodo post-divorzio come del tutto privo di problemi. Dico che col tempo abbiamo creato regole riguardanti scuola, attività e doveri quotidiani e che, secondo la mia percezione, hanno funzionato.
Cosa secondo me è cambiato con l'arrivo della nuova compagna
La situazione, secondo la mia percezione, ha iniziato a complicarsi dopo che il mio ex marito si è trovato una fidanzata. Sono contenta che abbia accanto qualcuno con cui è felice. Non voglio mettere in discussione la sua nuova relazione né presentarla come un problema in sé. La mia preoccupazione riguarda il fatto che la sua compagna, secondo la mia descrizione, ha iniziato a entrare intensamente nell'educazione di nostro figlio.
Quando il figlio è dal padre, secondo quello che mi racconta, la compagna gli controlla i compiti, stabilisce quanto tempo può passare al computer e decide cosa può o non può mangiare. Sono situazioni concrete che, secondo le parole di nostro figlio, si svolgono nella casa del padre. Non si tratta di una descrizione verificata in modo indipendente né di una dichiarazione del padre o della compagna: in questo testo raccolgo la mia esperienza e ciò che mio figlio mi racconta.
La differenza è importante per me. Posso parlare di ciò che ho sentito da mio figlio e di ciò che mi preoccupa, ma non posso spiegare al posto degli altri come loro percepiscono queste situazioni. La loro posizione sulla questione che ho inviato alla consulenza non è riportata.
Compiti a casa, computer, cibo e cartoni animati
Le regole di cui mi parla mio figlio riguardano le attività quotidiane a casa. Menziona i compiti, il tempo al computer e il cibo. Si tratta di decisioni che affronta durante i soggiorni dal padre e, secondo le sue parole, a deciderle è la compagna del padre.
Recentemente mio figlio mi ha detto che gli ha proibito di guardare un cartone animato. Come motivo gli avrebbe detto che non è più un bambino piccolo. Un'altra volta, secondo lui, lo ha costretto a finire tutto il cibo, anche se non aveva fame. Riporto questi due esempi così come mio figlio me li ha raccontati; non aggiungo una mia interpretazione delle sue motivazioni.
Gli esempi sono diversi, ma in entrambi emerge la domanda su chi, in quel momento, stabilisce cosa mio figlio può o deve fare. Nel caso del cartone animato si tratta di un divieto e della sua giustificazione; nel caso del cibo, della richiesta di finire la porzione nonostante, secondo mio figlio, non avesse fame. Non posso dedurre come gli altri descriverebbero la situazione. Per me questi eventi sono importanti soprattutto perché mio figlio li collega alle regole della casa di suo padre.
In ogni casa valgono regole un po' diverse
A casa nostra affronto le regole in modo diverso. Quando vieto qualcosa a mio figlio, cerco di spiegargliene il motivo. Allo stesso tempo, gli do uno spazio adeguato per decidere. Così descrivo il mio approccio personale, non le regole che, secondo me, dovrebbero valere automaticamente anche nell'altra casa.
L'ex marito, secondo la mia percezione, è sempre stato più permissivo in alcune cose. Non dico quindi che io e il padre di mio figlio avessimo lo stesso atteggiamento. Regole diverse tra le nostre case c'erano anche prima; il cambiamento che descrivo nella domanda è legato al fatto che mio figlio, secondo le sue parole, percepisce la compagna come più severa di entrambi i genitori.
Per questo la mia domanda non riguarda solo il confronto tra due stili genitoriali. Mi preoccupa anche il ruolo che ha nell'educazione una persona che, secondo le parole di mio figlio, ha iniziato a stabilire le regole nella casa del padre. Non dico di conoscere la risposta o di sapere come il padre e la sua compagna intendono questo ruolo. Descrivo ciò che mio figlio mi racconta e ciò che di questo suscita le mie preoccupazioni.
Il figlio non sa chi ascoltare
Mio figlio mi ha detto più volte che non sa chi deve ascoltare. Dice anche che ha paura di fare qualcosa di sbagliato. Queste parole le conosco indirettamente, così come me le ha riferite; non le presento come una valutazione indipendente dei suoi sentimenti né come espressione degli altri membri della famiglia.

La sua incertezza, secondo quello che mi dice, riguarda ciò che può fare e quali istruzioni deve seguire. In una casa incontra regole che descrivo come mie, nell'altra regole che secondo lui stabilisce la compagna del padre. Mio figlio mi dice che non sa come orientarsi e che ha paura di sbagliare. Non posso aggiungere per lui cosa pensa esattamente nei singoli momenti; posso solo riferire le sue parole.
L'ultima volta mi ha chiesto se quella signora ora decide anche su di lui. Questa domanda mi è rimasta dentro, perché si collega alle sue ripetute affermazioni su chi deve ascoltare e cosa succede se fa qualcosa di sbagliato. Allo stesso tempo, non rappresenta una risposta su quale ruolo abbia la compagna del padre o su chi decida per mio figlio. È una domanda che mi ha posto mio figlio e che ora pongo anch'io: Come possiamo stabilire confini sani quando la nuova compagna di suo padre è entrata nella sua educazione?
Il testo si basa sulla domanda di una madre pubblicata nella rubrica di consulenza psicologica del Denník N. Si tratta di contenuto esclusivo per gli abbonati del Denník N. Il testo fornito contiene la domanda del genitore, non la risposta dello psicologo, e non riporta la posizione dell'ex marito né della sua compagna.
Cosa dice il testo - e cosa non dice
Il testo include la risposta di uno psicologo?
No. Riporta la domanda della madre alla rubrica di consulenza e la sua descrizione della situazione. La risposta dell'esperto non è inclusa nel testo fornito, quindi non se ne possono trarre raccomandazioni professionali né una guida pronta per risolvere una situazione simile.
Di chi è il punto di vista raccontato in questa storia?
La storia racconta il punto di vista della madre e le dichiarazioni del figlio così come la madre le riferisce. Il testo non contiene la posizione del padre né della sua compagna. Quando si parla di regole, del divieto della favola, del cibo o dell'incertezza del figlio, si tratta della descrizione della madre e delle parole riferite del figlio, non di riscontri confermati in modo indipendente.
Punti chiave
- Secondo la madre, dopo il divorzio i genitori riuscivano a mettersi d'accordo su scuola, attività extrascolastiche e doveri quotidiani.
- La madre riferisce che la partner del suo ex marito interferisce con i compiti a casa, il tempo al computer, i pasti e la visione dei cartoni animati.
- La madre descrive il suo approccio come basato sullo spiegare le ragioni dei divieti e sul concedere uno spazio adeguato per decidere.
- Secondo quanto riferito, il figlio non sa a chi dare ascolto, ha paura di sbagliare e si chiede se sia la partner del padre a decidere per lui.
